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Incontinenza urinaria: non è normale, ma è molto più comune di quanto pensi!

L’estate è la stagione delle passeggiate in riva al mare, delle giornate lunghe e delle risate con gli amici.

Ma per molte persone c’è sempre un piccolo pensiero che accompagna ogni uscita:

“Cè un bagno vicino?”

Se ti è capitato almeno una volta di perdere qualche goccia di urina mentre ridevi, tossivi, correvi o semplicemente non riuscivi ad arrivare in tempo in bagno, sappi una cosa: non sei sola. E soprattutto non sei l’unica.

L’incontinenza urinaria interessa milioni di persone, donne e uomini, di ogni età. Eppure continua a essere uno degli argomenti di cui si parla meno.

Facciamolo insieme.

Che cos’è l’incontinenza urinaria?

L’incontinenza urinaria è la perdita involontaria di urina.

Può essere occasionale, con poche gocce, oppure più importante. Può comparire dopo una gravidanza, durante la menopausa, dopo un intervento chirurgico o semplicemente con il passare degli anni.

Una cosa però è importante chiarirla subito: che sia frequente non significa che sia normale.

Molte persone convivono con questo problema pensando che sia una conseguenza inevitabile dell’età o dei parti. In realtà, nella maggior parte dei casi esistono strategie efficaci per migliorare la situazione.

Esistono diversi tipi di incontinenza

Non tutte le perdite di urina sono uguali.

Incontinenza da sforzo

È quella che compare quando aumenta la pressione all’interno dell’addome. Ad esempio durante:

  • una risata;
  • un colpo di tosse;
  • uno starnuto;
  • il salto;
  • la corsa;
  • il sollevamento di un peso.

In questi casi il pavimento pelvico e le strutture che sostengono l’uretra non riescono a contrastare l’aumento di pressione.

Incontinenza da urgenza

Qui il problema è diverso. Compare un bisogno improvviso e fortissimo di urinare, così intenso da non lasciare il tempo di raggiungere il bagno.

Molte persone raccontano frasi come:

“Appena infilo la chiave nella porta di casa mi scappa subito.”

oppure

“Appena sento l’acqua che scorre non riesco più a trattenerla.”

È spesso legata a un’aumentata attività della vescica.

Incontinenza mista

È la forma più frequente.

Sono presenti sia le perdite durante gli sforzi sia gli episodi di urgenza.

Perché succede?

Non esiste un’unica causa. Spesso entrano in gioco più fattori contemporaneamente.

Tra i più comuni troviamo: gravidanza e parto, menopausa, interventi chirurgici, sovrappeso, stipsi cronica, tosse persistente, attività sportive ad alto impatto, interventi alla prostata negli uomini, alcune malattie neurologiche.

Un altro aspetto fondamentale, ma forse il più ignorato, è il modo in cui utilizziamo il nostro corpo ogni giorno che può influenzare il funzionamento del pavimento pelvico.

Le perdite non dipendono sempre da muscoli “deboli”

Molti pensano che basti “stringere” di più il pavimento pelvico. In realtà non è sempre così. Un pavimento pelvico può essere: debole, troppo contratto, poco coordinato, poco resistente alla fatica, incapace di lavorare nel momento giusto.

Per questo motivo fare esercizi trovati su internet senza una valutazione può non essere la soluzione migliore.

Il primo passo è capire perché si verificano le perdite.

Cosa puoi fare?

La buona notizia è che oggi esistono trattamenti efficaci.

Dopo una valutazione specifica, il fisioterapista del pavimento pelvico può costruire un percorso personalizzato che può comprendere, quando necessario, esercizi specifici, allenamento del pavimento pelvico, educazione della vescica, strategie comportamentali, miglioramento della respirazione e della gestione delle pressioni addominali, consigli sulle abitudini quotidiane.

Ogni persona ha una storia diversa e merita un percorso costruito sulle proprie esigenze.

Attenzione alle “soluzioni fai da te”

Ridurre drasticamente l’acqua per urinare meno.

Andare in bagno ogni mezz’ora “per sicurezza”.

Usare assorbenti senza cercare una soluzione.

Sono strategie molto comuni, ma spesso finiscono per mantenere, se non peggiorare, il problema invece di risolverlo.

Anche gli esercizi del pavimento pelvico, se eseguiti nel modo sbagliato o quando non sono indicati, possono essere poco efficaci.

Quando chiedere aiuto?

Se le perdite limitano le tue attività, ti fanno rinunciare allo sport, ti impediscono di viaggiare serenamente, influenzano la tua vita sociale, ti fanno sentire in imbarazzo…

è il momento di parlarne con un professionista.

Prima si interviene, maggiori sono le possibilità di migliorare.

Un messaggio da portare con te… anche in vacanza

L’incontinenza urinaria non definisce chi sei. Non è qualcosa di cui vergognarsi.

È un sintomo, e come ogni sintomo merita attenzione.

Quindi, se quest’estate mentre prepari la borsa per il mare metti dentro anche un cambio “per sicurezza”, prova a fare un regalo anche a te stessa: concediti una valutazione del pavimento pelvico.

Potresti scoprire che convivere con le perdite non è l’unica possibilità.

Le domande che riceviamo più spesso

Bere meno acqua aiuta a perdere meno urina?

No. Bere troppo poco rende l’urina più concentrata e può irritare la vescica, aumentando lo stimolo a urinare.

L’incontinenza arriva solo con l’età?

No. Può comparire anche in persone giovani, dopo una gravidanza, durante l’attività sportiva o in seguito a interventi chirurgici.

Gli esercizi di Kegel bastano sempre?

No. Sono utili solo quando indicati e se eseguiti correttamente. Non tutte le forme di incontinenza dipendono da una debolezza del pavimento pelvico.

Si può guarire?

In molti casi è possibile ottenere un miglioramento significativo o risolvere completamente il problema, soprattutto quando si interviene precocemente con un percorso personalizzato.

 


Hai domande o vuoi trovare il fisioterapista più vicino a te? Contattaci su pavimentopelvicoitalia.it 

Articolo a cura del Team di Pavimento Pelvico Italia 🙂

 

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