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Intestino e pavimento pelvico: un dialogo continuo che non possiamo ignorare

Quando si parla di pavimento pelvico, l’attenzione si concentra spesso su incontinenza urinaria, prolassi o dolore pelvico. Molto più raramente si parla di intestino.
Eppure, il pavimento pelvico e l’intestino sono strettamente connessi, sia dal punto di vista anatomico che funzionale.

Comprendere questa relazione è fondamentale per trattare in modo efficace molte disfunzioni pelvi-perineali.

Una relazione anatomica e funzionale

Il pavimento pelvico è un complesso muscolo-fasciale che sostiene vescica, utero (o prostata) e retto.
Ogni volta che andiamo in bagno, questi muscoli si attivano o si rilasciano in modo coordinato per permettere una corretta evacuazione.

Quando il sistema funziona bene:

  • il retto si riempie progressivamente,

  • lo stimolo viene percepito correttamente,

  • il pavimento pelvico si rilassa,

  • la defecazione avviene senza sforzo.

Quando questo equilibrio si altera, possono comparire:

  • stipsi cronica,

  • evacuazione incompleta,

  • dissinergia addomino-pelvica,

  • dolore pelvico,

  • peggioramento di prolassi o incontinenza.

Stipsi e ipertono: un circolo vizioso

Una delle condizioni più frequenti è la stipsi cronica.
Lo sforzo evacuativo ripetuto aumenta la pressione intra-addominale e sovraccarica il pavimento pelvico.

Nel tempo questo può portare a:

  • indebolimento muscolare,

  • peggioramento di prolassi,

  • comparsa di emorroidi,

  • alterazione della sensibilità rettale.

Al contrario, in alcune persone il problema è opposto: un pavimento pelvico ipertonico che non si rilassa durante l’evacuazione.
In questi casi la stipsi non dipende dall’intestino “lento”, ma da una difficoltà di coordinazione e di rilassamento muscolare.

Ecco perché non basta dire “beva di più” o “mangi più fibre”. Serve un inquadramento funzionale.

Approccio multidisciplinare

Quando sono coinvolti più sistemi, sarebbe ottimale affrontare il problema in modo multidisciplinare. Molti specialisti lavorano in equipe, o collaborano anche a distanza, per aiutare il paziente a migliorare il suo stato di salute in modo efficace e il più rapido possibile. Nel caso di un coinvolgimento del tratto gastrointestinale sarebbe utile una valutazione medica (gastroenterologo, proctologo..), una guida ad una corretta alimentazione che sia mirata e studiata sul singolo caso, e un supporto dalla fisioterapia per il lavoro specifico sulla funzione del pavimento pelvico.

Il ruolo della Fisioterapia

Il percorso riabilitativo prevede una valutazione funzionale iniziale che permetta di inquadrare in modo completo non solo la condizione muscolare del pavimento pelvico, ma anche le altre strutture corporee ad esso connesse e le abitudini del paziente. Sarà così possibile definire il programma riabilitativo più adatto e personalizzarlo con esercizi idonei ed eventuale terapia fisica strumentale di supporto, come ad esempio il biofeedback.

Dr.ssa Simona Colicchia – Fisioterapista, Roma

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