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La storia del “bagno”

Il ” bagno”, questo luogo innominabile e a volte nominato troppo, è un elemento fondamentale della nostra vita ..e lo è da moltissimi anni!

Nel corso della storia, e a partire dalle prime civiltà, l’uomo ha dato spazio alla fantasia per sviluppare invenzioni che gli hanno permesso di raccogliere, allontanare e gestire rifiuti umani, in modo igienico e organizzato.

I primi bagni

Già nel periodo minoico abbiamo i primi tentativi di realizzazione di “bagni” stabili. é stato infatti ritrovato sull’isola di Creta un buco scavato in una roccia, completato da una seduta in legno e con l’acqua che scorreva dietro. Questo “bagno” risale all’epoca dell’età del Bronzo: approssimativamente 2500 a. C.

Gli scavi di Pompei fecero rinvenire bagni pubblici (o latrine) che erano molto diffusi nell’epoca romana, funzionali alla vita quotidiana e spesso situati in luoghi coperti, anche se aperti per la ventilazione. I vespasiani rinvenuti durante gli scavi sono stati ritrovati in buona conservazione nel loro impianto, con vasche e condutture.

Ricordiamo inoltre che la parola “Vespasiano” sta a ricordarci il nome comune con cui in Italia venivano designati gli orinatoi pubblici in forma di garitta o di edicola risalenti al 70 d. C. e deriva dal nome dall’imperatore romano Vespasiano!

La parola “bagno” invece  deriva dal latino “balneum” ed indica l’immersione in un qualsiasi liquido; solo in seguito per bagno, si è cominciato a intendere ,in modo prevalente, il luogo in cui erano collocati servizi e attrezzature atte a soddisfare le esigenze igieniche, insieme a un benessere personale.

I bagni moderni

Il primo bagno pubblico e moderno è stato installato nel 1851 al Crystal Palace di Hyde Park a Londra e attirò molti eleganti frequentatori con redingote e cilindro accorsi per ammirare le meraviglie della rivoluzione industriale messe in scena dalla Grande Esposizione.

In ben 827.280 pagarono un penny per usare la moderna versione dei vespasiani e ,da qui, l’espressione britannica “spend a penny” per indicare l’andare in bagno.

E oggi?

Oggi la presenza dei bagni pubblici è (quasi sempre) la normalità, e si fa attenzione a segnalarli con appositi cartelli differenziando a chi sono dedicati, soprattutto per garantire il diritto dei cittadini a spazi igienici e sicuri, riservando particolare attenzione a categorie vulnerabili come disabili, anziani, bambini, donne in gravidanza.

Ma…

Ma in tutto questo percorso abbiamo guadagnato una falsa comodità: il “bagno” migliore rimane quello alla turca, che ci permette di avere una posizione naturale e più fisiologica durante l’atto di liberarci dei nostri prodotti di scarto.

A prescindere, però, da qualsiasi forma e nome gli venga attribuito, l’accesso a questo luogo, è un diritto dell’uomo, assicura dignità alle persone, e rimane di fondamentale importanza per la cura di sé e comfort per poter stare in pace con sé stessi, prendendosi del tempo dalla frenesia della vita quotidiana.

PS passare del tempo in bagno e non del tempo sul wc!

 

Dr.ssa Ilaria Scaramuzza

Fisioterapista – Taranto

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