Una domanda frequente…
Una frase che sento frequentemente dai pazienti quando vengono nel mio studio:
posso dirle che non lo sapevo che i fisioterapisti si occupano anche di pavimento pelvico?!
Ma come funziona questa riabilitazione?
Quando accade mi accomodo sulla sedia, tolgo gli occhiali e spiego..
Parlando di pavimento pelvico si apre la finestra su un mondo di argomenti che abbracciano ogni età ed ogni genere.
Si perché il pavimento pelvico riguarda sia il sesso femminile che quello maschile, sia gli adulti che bambini / adolescenti e gli anziani.
Le “disfunzioni” perineali possono essere legate sia a condizioni patologiche che a condizioni non patologiche, come ad esempio la gravidanza, il post partum, la menopausa…
Multidisciplinarietà
Questa “piccola” parte del nostro corpo svolge così tante funzioni che diversi specialisti se ne
occupano, ognuno nel proprio settore: ginecologia, andrologia, proctologia, urologia, ecc. Più il
quadro è complesso maggiore è il numero degli specialisti che dovrebbero essere impegnati nella
presa in carico del/la paziente in un approccio multidisciplinare.
Riabilitazione
Ma parliamo di riabilitazione: questa è un’area sanitaria di cui fanno parte diverse figure (ben 8), ognuna
della quali si occupa di riabilitare, ovvero restituire abilità, nell’ambito del proprio settore:
fisioterapista, logopedista, ortottista, podologo, terapista della neuropsicomotricità dell’età evolutiva, tecnico della riabilitazione psichiatrica, terapista occupazionale, educatore professionale.
Perchè il Fisioterapista!
Bene, ora che abbiamo chiarito un primo punto, passiamo al “perché” il fisioterapista.
Tra tutte le figure sopra elencate, “il fisioterapista è l’operatore sanitario, in possesso del diploma
universitario abilitante, che svolge in via autonoma, o in collaborazione con altre figure sanitarie,
gli interventi di prevenzione, cura e riabilitazione nelle aree della motricità, delle funzioni corticali
superiori, e di quelle viscerali conseguenti a eventi patologici, a varia eziologia, congenita od
acquisita”
(Decreto Ministero Sanità 14 settembre 1994, n. 741 (in GU 9 gennaio 1995, n. 6)
Ieri…
Il primo approccio riabilitativo risale al Dott. Kegel, un ginecologo che negli anni 50 iniziò a
suggerire “semplici” esercizi di contrazione e rilassamento della muscolatura perineale per
contrastare l’incontinenza urinaria e il prolasso nel post partum.
Da allora l’interesse per questo tema è cresciuto e con esso anche le conoscenze in ambito
riabilitativo grazie ai numerosi studi che sono stati portati avanti negli anni.
Oggi…
Attualmente quando si parla di Riabilitazione del Pavimento Pelvico non si fa più riferimento ai soli
“esercizi di Kegel”, ma ci si riferisce ad un lavoro globale in cui si considerano anche altri distretti
corporei che sono connessi in qualche modo a questa struttura: diaframma respiratorio,
complesso addominale, bacino, colonna, anche e postura in generale.
Quando si lavora su una disfunzione del pavimento pelvico si va a cercare anche se questa
disfunzione ha alterato un equilibrio o e è stata causata da un’alterazione di equilibrio…e per
mantenere il nostro corpo in equilibrio concorrono tante strutture. Ognuna di questa va
considerata e trattata.
Ti ho risposto?
Dopo questa spiegazione il paziente ha chiara la risposta alla sua domanda: effettivamente il/la
Fisioterapista fa questo per lavoro e quindi il pavimento pelvico rientra esattamente nel suo lavoro
quotidiano.
N.B. è necessaria una formazione specifica su alcuni aspetti e per questo è importante
trovare un fisioterapista che sia formato alla riabilitazione perineale.
Ma adesso iniziamo al lavorare!
Dr.ssa Ft. V. Mazzucchelli